COSTELLAZIONI FAMILIARI: L’IRRETIMENTO

irretimento familiare
“Irretimento” è una parola che sentiamo molto spesso pronunciare nei seminari e nelle sessioni di  costellazioni familiari sistemiche. Il termine “irretimento” fa parte del linguaggio specifico delle costellazioni familiari.
Che cos’è l’irretimento? Vediamolo insieme.
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Articolo aggiornato 20 settembre 2022
Scritto da Renata Rosa Dwija Ughini
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Irretimento è una condizione di limitazione della libertà. E’ essere prigionieri della rete del sistema familiare, senza nemmeno rendersene conto. E’ vivere al posto di un altro, è essere qualcun altro, è portare avanti il destino di qualcun altro e rinunciare al proprio. E’ essere identificati col destino e l’identità di qualcun altro. Irretimento è qualcosa che ci trattiene dall’essere noi stessi, dallo sviluppare appieno le nostre potenzialità; ci trattiene al di qua del sentirci in unità con l’esistenza.
Immaginiamo l’insieme delle dinamiche di relazione all’interno del sistema familiare, come una rete, una ragnatela. Immaginiamo noi stessi al livello inconscio, come insetti intrappolati nell’intreccio di fili: è una condizione di paura, tutto il nostro essere si contrae; nel tentativo di liberarci, reagiamo, ci dimeniamo e forse ci facciamo ancora più del male…… Malattie, rovesci di fortuna, situazioni impreviste, conflitti relazionali, forse un senso di impotenza e una latente sensazione di essere condannati all’infelicità: tutte queste cose, e molte altre, hanno origine remota nei fili mai chiariti di un sistema familiare in disordine.
Le costellazioni familiari sistemiche, le costellazioni spirituali, le costellazioni bioenergetiche, sono tutti metodi che ci consentono di uscire dall’irretimento. Come? Attraverso un movimento d’amore, che porta chiarezza sui motivi dell’irretimento e/o semplicemente rappacifica con naturalezza quelle energie che nel passato familiare hanno creato discordanza e separazione.
Bert Hellinger dice che tutti, chi più chi meno, siamo irretiti: i nostri sistemi familiari recano le disarmonie dell’esclusione o della scomparsa precoce di uno o più membri, il rifiuto di situazioni dolorose legate, per esempio, a guerre, l’incapacità di includere il male e di trasformarlo. Rimane allora nel campo di coscienza familiare un marchio di non accettazione, una sorta di carica energetica negativa, che cerca un punto debole nel sistema per sfogarsi.
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“Tutti noi nasciamo in un’anima comune, in un campo di coscienza che condividiamo con i membri della nostra famiglia. Questa anima va aldilà del nostro corpo e ci unisce profondamente a tutti coloro che, insieme a noi, appartengono a quest’anima. Spesso diventano il nostro destino già nel grembo materno” – Bert Hellinger, da “La guarigione” –
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Chi fa parte di questa anima comune? Chi influenza il nostro destino, le nostre malattie, i nostri disagi? E chi né è influenzato? Chi irretisce, e chi è irretito?
Chi dobbiamo rappresentare nel lavoro delle costellazioni familiari, per sciogliere l’enigma del nostro scenario?
Appartengono all’anima comune del sistema familiare: noi stessi, i nostri fratelli e sorelle, i nostri genitori (compresi i partner precedenti) i nostri zii (fratelli e sorelle dei nostri genitori), i nostri nonni (con i loro partner precedenti), talvolta alcuni bisnonni. Più si va indietro nel tempo, più questa influenza perde le caratteristiche più personali, e si fa indiretta, divenendo meno forte. E’ la legge d’inerzia. Tuttavia in alcuni casi, può risalire fino a sette generazioni indietro, se è accaduto un fatto molto grave che non è stato risolto, e che determina il perdurare dell’irretimento. Le costellazioni familiaripartono da ciò che è vicino nel tempo, e poi consentono di andare anche molto indietro se necessario, potendo far emergere la realtà energetica di fatti di cui non avevamo notizia. Le costellazioni familiaririvelano ciò che è utile sapere in quel momento, ciò che è utile per sciogliere l’irretimento.
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Del campo di coscienza della nostra famiglia fanno parte anche altre persone che non sono parenti stretti, ma il cui destino è intrecciato al nostro, ad esempio persone che hanno avuto una sventura della quale noi, involontariamente, abbiamo tratto beneficio: siamo allora spinti a voler compensare, dando qualcosa di nostro. Oppure rinunciamo inconsciamente a essere felici, per non sentirci in colpa. Irretimento in questo caso è una spinta interiore all’espiazione, ossia attiriamo situazioni di disagio nel tentativo di ripagare, di pareggiare un conto rimasto in sospeso. Le costellazioni familiari sistemiche ci consentono di sintonizzarci col movimento d’amore che porta riconoscimento al sacrificio di un membro della famiglia, e/o ringraziamento e accettazione del suo destino così com’è stato: ciò ci libera dalla tendenza ad espiare, e ci fa andare verso la nostra felicità senza sentirci in colpa, ma con la benedizione di tutto il campo di coscienza familiare e di ogni suo componente. Superato l’irretimento, il familiare con cui ero identificato può diventare un modello, che posso seguire o meno, liberamente.

Un modello non è una identificazione. Un modello ce l’ho davanti. per questo ne sono separato. Lo posso seguire o meno, e sono libero. Se invece sono identificato, non sono libero. Spesso neanche lo so che sono identificato. Per questo, in tal caso, mi sento estraniato anche da me stesso. Se seguo il modello, non mi sento estraniato.” – Bert Hellinger – da “Gli ordini dell’amore”.

Le costellazioni spirituali allargano la nostra consapevolezza a comprendere che tutto lo svolgimento della storia familiare e individuale, compreso l’irretimento, compresa la stessa costellazione familiare, fanno parte del movimento d’amore universale, quella Luce o forza che regge i destini di tutti, vuole tutti così come sono, perché tutti sono a servizio di questa forza che guida i singoli, i sistemi familiari, e l’intera umanità.

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Approfondimenti: le parole di Bert Hellinger

Quando mi preparo a condurre un corso di costellazioni familiari, tra le altre cose apro a caso uno dei libri di Hellinger, già letti più volte, chiedendo allo Spirito di farmi trovare una pagina che sia illuminante e di guida in relazione a quel gruppo. E così ho ritrovato questo bellissimo passo, che ho il piacere di condividere con voi.

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“Uscire da un irretimento riesce solo a pochi. Lo dico molto seriamente. Si possono capire gli irretimenti, ma quando si viene al dunque e si deve decidere, il risucchio è talmente forte che la maggior parte delle persone vi rimane impigliata. Infatti il passaggio dall’irretimento alla soluzione è anche un atto esistenziale. Ciò significa che devo pormi su un piano più alto, e questo è connesso a un profondo commiato da ciò che è stato. Questa conquista rende soli.

Se vivo in un angusto paesino, per esempio in montagna, sono strettamente legato a tutti. Se poi mi reco su una montagna più alta, mi allontano, vedo molte cose che prima non vedevo, posso sentirmi connesso a molte altre cose e a molte altre persone, ma mai nello stesso modo stretto e sicuro come giù nel paesino. Per questo, gli spazi ampi e grandi rendono sempre anche soli. Inoltre il bambino che è in noi vive questo passaggio dallo spazio ristretto a quello ampio come una colpa, come un lasciare alle spalle i legami sicuri e lo stato dell’innocenza e dell’essere accolti.

Il passaggio dal problema alla soluzione perciò ci riesce solo se, invece di affidarci a ciò che conosciamo ormai da tanto tempo, ci affidiamo a qualcosa di sconosciuto che rimane insondabile e oscuro. In fondo, questo è un atto religioso, se così volete chiamarlo. Non ci si deve illudere che una cosa del genere si possa manipolare o creare.”

Bert Hellinger – da “Ordini dell’amore”

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In che misura dunque una costellazione familiare può essere più o meno determinante per risolvere un irretimento e farci compiere un salto verso una vita più libera? Dipende da vari fattori. Quanto abbiamo appena letto dalle parole di Bert Hellinger non deve scoraggiarci, anzi, deve riportarci a noi stessi, perché, in ultima analisi, siamo noi gli artefici del lavoro costellativo. La costellazione familiare parte da noi, ed è a noi stessi che dobbiamo far ritorno, una volta svolto lo scenario. La costellazione può portare anche molto in là, può svelare, può pacificare, può far incontrare e sanare ciò che prima era diviso o in sospeso, ma il lavoro di integrazione di ciò che si è rappresentato, spetta a ciascuno. E’ nelle profondità dell’essenza individuale che poi si gioca la partita: possiamo ricevere con tutto il cuore il dono della guarigione? Siamo capaci di farlo nostro? Abbiamo spazio sufficiente, dentro di noi, per portar dentro la nuova immagine che lo Spirito ci ha fatto vedere nella costellazione? Siamo abbastanza coraggiosi da issare le vele e salpare verso il nuovo, o ci fa più comodo rimestare nel vecchio, perché ci spaventa meno, e ci da l’illusione di una qualche certezza? Possiamo lasciar andare le abitudini?

E ancora: siamo pronti a essere soli? Sì, perché l’irretimento è il prezzo da pagare per restare nel senso dell’appartenenza a un gruppo, e ciò appaga il nostro bambino interiore, che ancora cerca il nido, la culla, il calore della famiglia. Quanto il nostro bambino interiore è cresciuto, per permetterci di staccarci dal rassicurante abbraccio di mamma e papà, e andare per la nostra strada, essere noi stessi?

Se il bambino interiore è ancora traumatizzato, con ogni probabilità il vecchio ci riattrarrà, e il lavoro costellativo non darà il frutto sperato.

Ma la verità è che bisogna decidersi. Non si può servire due padroni, cioè rimanere nella confort zone e allo stesso tempo pretendere di evolvere. Non si può continuare a controllare, a gestire, a mediare, e sperare che le cose cambino come vorremmo noi, alle nostre condizioni. Qualcosa bisogna sacrificare. Per liberarsi dall’irretimento, occorre sacrificare il legame, e rimanere a osservare il senso di colpa che questo comporta, e forse anche la paura di sentirsi spaesati.

Ma mentre il prezzo che paghi per uscirne è ben circoscritto, la libertà che ne consegue è senza prezzo.

Quando si è determinati a spiccare il volo, nulla può trattenere.

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Renata Rosa Ughini – Copyright 2017 – Tutti i diritti riservati-

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2 commenti su “COSTELLAZIONI FAMILIARI: L’IRRETIMENTO”

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