di Lise Bourbeau, ed Amrita, pag 132 ![]()
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Un libro fondamentale per la crescita personale, lo sviluppo spirituale e la guarigione di corpo, mente e anima.
Una sintesi semplice, chiara e condensata delle conoscenze della bioenergetica.
Da leggere assolutamente!
Ho voluto scrivere una recensione che non vi racconti tutto quello che potete trovare in questo prezioso libretto, perchè è piccolo: un riassunto l’avrebbe banalizzato. Ho voluto condividere il senso che ha avuto e che ha per me, e invogliarvi a leggerlo e a farne l’uso migliore per voi stessi: non sarete delusi!
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1. Il mio incontro con il libro “Le cinque ferite”
Questo libro, come tanti altri libri meravigliosi che ho avuto l’onore di leggere e rileggere, è giunto a me al momento giusto. L’ho, in qualche modo, attirato, in tempi in cui qui in Italia era ancora scarsamente diffuso.
Dapprima l’impatto con lo spessore relativamente basso (poco più di 130 pagine) fu incoraggiante, dati i tomi che avevo letto in precedenza, di libri imparentati con questo.
Mi accorsi ben presto, incominciando a leggerlo, di quanto fosse condensato, denso, ricco di informazioni; l’autrice non ha dato spazio a fronzoli e esempi inutili! E’ tutto essenziale, dall’inizio alla fine.
Talvolta guardo con affetto la copertina ormai logora, consumata non solo dal tempo e dal mio uso, ma anche da quello delle persone che, sostando nello studio, attendono di entrare per la seduta e sfogliano il libro, che è sempre appoggiato sul tavolino accanto alle tazze per l’acqua. Non l’avrei mai immaginato, all’epoca del mio incontro con questo libro, di poter un giorno io stessa facilitare lo sviluppo consapevole di altri!
Poi spazio con lo sguardo alla mensola della sala d’attesa, dove fanno bella mostra alcune copie del magico libretto, nuove di pacca, copertine lucide, pronte per finire tra le mani di chi le vorrà prendere.
“Le cinque ferite e come guarirle” fu per me ben più di una semplice lettura. Fu un compagno di viaggio, e lo è tuttora.
Quando lo lessi per la prima volta, avevo già lavorato su di me con la bioenergetica e il decorazzamento, avevo già letto molto in proposito, la maggior parte degli insegnamenti esposti non mi erano nuovi. Nuova era la modalità così chiara, semplice e diretta. Ciò lo rendeva un testo facilmente consultabile, un manualetto. Perciò ne ho ripetuto la lettura svariate volte, e ritengo sia uno di quei libri di crescita personale che si leggono volentieri più volte, proprio per la sua densità e per l’importanza fondamentale del tipo di lavoro su di sé che espone.
Ad ogni rilettura ne ho colto sfaccettature nuove, quelle giuste per me in quel momento della mia evoluzione.
Oggi quando lo consulto è per me motivo di gratitudine vedere come l’esigenza di servire meglio le persone attraverso le conoscenze del libro, mi riporta a me, a cogliere aspetti nuovi della mia struttura, delle mie ferite e della mia guarigione.
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2. Un libro che ti fa lavorare su di te
“Le cinque ferite e come guarirle” non si legge per semplice curiosità, e tantomeno per farsi una cultura o nutrire la mente. Non è possibile, perchè è un libro ispirato, scritto col cuore e che parla da cuore a cuore.
Forse il lettore più restìo potrà leggerlo frettolosamente e/o parzialmente, per poi relegarlo in una scansia polverosa, ma prima o poi il libro rispunterà fuori. Perchè mette un seme dentro di te, non il seme di una mera attività intellettuale, ma il seme della consapevolezza.
Come tutti i semi, non è dato sapere quando germoglierà: forse per qualche lettore ci vorranno più anni, o addirittura più vite, ma non importa.
E’ un libro vivo, un libro che ti parla, perchè va dritto al punto. Ti rispecchia. Puoi interagire con lui: dopo averlo letto la prima volta, inizi a consultarlo, e la consultazione è anche favorita da tabelle riassuntive e disegni.
Se sei aperto e ricettivo, il libro ti fornisce numerose chiavi di comprensione su te stesso, sui tuoi meccanismi e la tua struttura. Così via via cogliendo gli stimoli che ti da, sei invogliato a scoprire di più e lo consulti, vedi certi collegamenti, trovi conferme e così vai avanti.
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3. Analisi bioenergetica e non solo
“Le cinque ferite e come guarirle” è un libro rivolto a tutti, non solo ai terapisti, non solo agli “addetti ai lavori”.
Pur trattando i temi dell’analisi bioenergetica, dalla quale è preso l’insegnamento di base delle cinque tipologie caratteriali, è comprensibile da chiunque. E’ concepito per dare a tutti un valido strumento per imparare ad aiutare se stessi, iniziando col guardarsi e riflettere sulla struttura, l’origine e il funzionamento del proprio ego.
In questo libro l’autrice Lise Bourbeau
- -ha sintetizzato e reso accessibile il patrimonio di conoscenze dell’analisi bioenergetica
- -ha riversato la sua personale esperienza di lavoro su di sé e con le persone
- -ha introdotto elementi della moderna psicologia dell’essenza, della psicologia dei Buddha, della guarigione spirituale e olistica
Ai tempi di Reich e di Lowen si andava dal terapista e ci si affidava a lui/lei per un periodo di tempo abbastanza lungo; oggi per molte persone le cose sono cambiate: la velocizzazione di ogni processo, la diffusione sempre maggiore di metodi alternativi di cura e autoguarigione, il collegamento tra la dimensione psicologica e quella spirituale, fanno sì che chi vuole guarire si senta sempre più coinvolto in prima persona e che si voglia impossessare di strumenti e conoscenze utili per la sua trasformazione.
“Le cinque ferite e come guarirle” viene incontro a queste esigenze ed è prezioso specialmente per chi non versa in uno stato di disagio psicofisico grave e conclamato, tale da richiedere la terapia assidua sotto la guida di un esperto, ma riconosce in sé il bisogno di autoaiutarsi, di lavorare su di sé, di conoscere meglio se stesso.
E’ coscienza sempre più diffusa che guarire è crescere, è un viaggio di maturazione, e che qualunque sintomo, sia corporeo, psichico, emotivo, sia collegato e sia lì per dirci qualcosa e per aiutarci nel nostro cammino.
Lise Burbeau nel libro “Le cinque ferite e come guarirle” ci mostra come i fondamenti dell’analisi bioenergetica siano un modello di lettura valido e utilissimo nel percorso di autoguarigione. La lettura degli elementi specifici caratterizzanti la nostra personalità, ci apre la strada a cogliere il nesso tra psiche e soma, tra le esperienze dolorose d’infanzia e il successivo sviluppo, tra sintomi e messaggi.
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4. Il giusto approccio, senza giudizio
Dicevo che “Le cinque ferite e come guarirle” parla da cuore a cuore. E’ incredibile notare con quanta apertura l’autrice illustra le cinque tipologie caratteriali: riesce a parlare con naturalezza di cose innaturali come le maschere e le menzogne personali, così che tu come lettore sei accompagnato nell’esplorazione di te stesso sentendoti rassicurato.
Lo stile del libro ti aiuta ad andare oltre il giudizio, oltre la vergogna e la frustrazione del sentirti “sbagliato”. All’inizio del libro, Lise Bourbeau parla dell’importanza dell’accettazione, e in effetti tutto il libro è pervaso da un’atmosfera di accettazione e amore, che ti fa rilassare nel riconoscere com’è fatta la tua personalità, da dove viene e perchè è così.
L’assenza di giudizio nel libro si riflette nell’assenza di giudizio nella tua indagine, e facilita il processo verso la guarigione.
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5. Dal leggere al praticare
Come tutti i libri di crescita personale e autoguarigione, “Le cinque ferite e come guarirle” ti da il “la” per spiccare il volo, ti da gli input giusti di cui fare tesoro nel tuo viaggio di trasformazione. Poi sta a te farne il tuo capolavoro, e questo accade solo con la pratica. Solo addentrandoti nel vivo dell’esperienza, tu puoi contattare nel corpo e nelle emozioni le tue ferite d’infanzia e andare oltre. Come? L’ultimo capitolo del libro contiene un accenno a come guarire, ma non è materia del libro addentrarsi nella parte pratica, che solitamente si sviluppa in sedute e/o in corsi e seminari, con la guida di uno o più facilitatori.
Vediamo dunque qualche spunto per una pratica efficace di quanto abbiamo letto nel libro.
-le meditazioni attive: sono esercizi di bioenergetica molto efficaci. In particolare la meditazione dinamica, ti butta nel corpo in un modo meraviglioso e molto profondo, così che ascoltarti e diventare consapevole delle tue ferite e dinamiche viene facile e immediato
-esercizi di bioenergetica: si può iniziare a praticarli con la guida di un facilitatore, e poi fare molto anche da soli, una volta che si è capito bene come funzionano e si è acuisita la dimestichezza necessaria per non farsi del male e per non affaticarsi inutilmente. Questi esercizi servono a rimettere in circolo l’energia orgonica bloccata dalle ferite, a reimparare a respirare e a correggere la postura corporea. Vedi anche il libro di Lowen “Espansione e integrazione del corpo in bioenergetica“.
-meditazione: praticare meditazione fa sì che tu ti osservi da un punto di vista più ampio, più consapevole e più disidentificato. Da questa prospettiva è facile vedere nel dettaglio le componenti del carattere, i meccanismi, e con più si osservano, con più si notano sciogliersi via via senza che si debba fare qualcosa.
–seminari di consapevolezza: occasioni forti che, anche grazie al supporto e all’energia del gruppo, sono in grado di farti procedere più velocemente nella trasformazione. Molti di essi propongono tecniche che puoi praticare poi a casa.
“Guarire le radici” è fra questi, ed è dedicato interamente alla liberazione dalle ferite d’infanzia.
-più diventi consapevole della tua struttura caratteriale, più la alleggerisci con lavori mirati, più ti verrà naturale dare a te stesso ciò che ti serve per correggerla con amore. Impari così a non combatterla, il che produrrebbe l’effetto rebound di rafforzarla, ma a comprenderla, a includerla con dolcezza nella tua vita. Se, per esempio, hai una struttura rigida, apprendi da essa a rilassarti; se hai la maschera del fuggitivo, ti darai dei bei bagni caldi…ecc…..
Amare se stessi non è solo dire SI’ a ciò che ci piace di noi, a quella luce che contattiamo nelle meditazioni, ma anche alle parti difficili, alle maschere, ai lati sconosciuti che ci fanno paura e che si nascondono dietro alle corazze.
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6. La guarigione delle cinque ferite è possibile?
Leggendo il libro “Le cinque ferite e come guarirle” e praticando sulla via della guarigione, si ha spesso l’impressione che sia un viaggio senza speranza. Siamo così e non c’è niente da fare. Se hai un carattere rifiutato, non potrai cambiare e diventare un controllore. In effetti, la tua guarigione non consiste in quello: non è cambiare carattere, semplicemente perchè non puoi cambiarlo.
Non puoi diventare qualcun altro, perchè sei fatto così.
Il problema non è nella ferita in sé, è nel desiderio di cambiarla. E’ nel “no” che c’è dentro di noi e che, in ultima analisi, è un aspetto della ferita stessa, la resistenza, la non accettazione.
Dunque non dobbiamo pensare a guarire diventando qualcosa o qualcuno che non siamo.
La guarigione richiede molta pazienza, per poter rilassarsi nel presente e viverlo per quello che è, con pienezza, con la stessa disposizione d’animo come se fossimo già guariti.
Se libri come “Le cinque ferite e come guarirle” possono darci una mappa, preziosa perchè ci viene consegnata da chi ha guarito se stesso prima di noi, poi però sta a noi trovare la nostra individuale via per accettare noi stessi, per avere a che fare con noi stessi, così come siamo, anche con le cose non ancora completamente risolte.
La guarigione richiede anche costanza, perseveranza: non puoi pretendere di disfare in un giorno una struttura che ha impiegato anni a svilupparsi, una corazza che è stata implementata con continui stimoli in tenera età, quando eri al massimo della tua apertura e capacità di apprendere. Così, se credi davvero nella tua guarigione, ti sarà richiesto di andare avanti anche quando ti sembra tutto perduto, anche quando non vedi risultati, anche quando la stanchezza sembra prendere il sopravvento; sono proprio quelli i momenti più preziosi, che possono rivelarti la luce oltre la maschera, oltre la ferita, oltre i blocchi.
Sì, perchè ognuna delle cinque ferite cela in sé un dono, e lo puoi scoprire solo guarendola. Ciascuna delle cinque tipologie caratteriali, se trasformata alla luce della consapevolezza, rivela lati positivi che tu contatti non come aspetti del carattere o dell’ego, ma come qualità dell’essere: sono le TUE vere qualità, e la guarigione delle cinque ferite ti porta a questo, a scoprire te stesso nella Luce.
di: Renata Rosa Ughini
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Seminario esperienziale di guarigione delle 5 ferite :
GUARIRE LE RADICI COSTELLAZIONI FAMILIARI BIOENERGETICHE
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