BENEFICI DELLA MEDITAZIONE

benefici meditazione

Perché meditare?

Quali effetti produce la pratica della meditazione?

Perché la meditazione ha un ruolo così importante nel cammino evolutivo, da non poter essere ignorata o approcciata solo superficialmente o saltuariamente?

Vediamo insieme quali sono i benefici della meditazione.

Tenerli presente ci sarà d’aiuto per convincere la nostra mente a collaborare con il giusto intento di meditare costantemente.

Conoscere i benefici della meditazione è utile a non cedere alla pigrizia, a sconfiggere le cattive abitudini e le resistenze al cambiamento.

Buona meditazione!

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con Renata e Asimo

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1. Meditazione : i benefici della Presenza

La Meditazione ti porta naturalmente ad essere qui e ora. Perché è così importante essere nello spazio presente?

Perché la vita si svolge nel presente.

La vita è l’esplicazione del nostro potenziale che si manifesta, che prende forma, si attualizza in un continuo dischiudersi di novità che sono ciò che ci serve per evolvere.

L’evoluzione altro non è se non la nostra fioritura come esseri umani.

Essa si manifesta continuamente e naturalmente, noi possiamo o no accorgercene, ma essa spontaneamente si dispiega, dall’oscurità alla luce.

Essere nello spazio presente, consci, lucidi, rilassati, ci rende partecipi di ciò che il nostro essere nel momento ci mostra.

La meditazione serve a questo: ad accorgerci di ciò che stiamo vivendo, a vederlo dal giusto punto di vista, che è l’osservazione chiara di noi stessi.

Dunque il primo beneficio della meditazione è essere presenti a se stessi e poter così cogliere l’attimo presente con maggior immediatezza e spontaneità.

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2. Meditazione per essere centrati, allineati, focalizzati

La consapevolezza è ciò che ci riporta a casa, è ciò che riconosce l’origine di ciò che ci viene mostrato. L’origine di tutto ciò siamo noi e questa origine si rivela quando viene riconosciuta. Senza riconoscimento si perde nel vuoto, nello spazio senza centro. La Meditazione riporta a noi questo centro. La pratica della meditazione è la via per riconoscere il nostro centro.

Il contatto con il nostro centro allinea l’energia, la raccoglie in un unico punto. Quando questo punto nello spazio infinito che siamo noi è ricolmo, trabocca. L’effetto di questa straripazione è la gioia, la quiete, la visione chiara. È la confidenza in se stessi che è naturalmente percepita perché c’è l’intrinseca consapevolezza che siamo nel posto giusto e ci stiamo dirigendo verso la nostra meta personale, che in ultima analisi significa ritornare a casa in se stessi. Da questo spazio ogni azione è allineata con questo scopo, che riflette il bene più grande per noi stessi: le relazioni, il lavoro e le occupazioni della nostra vita, acquistano il significato che devono avere, cioè cooperano e contribuiscono al nostro appagamento.

La Meditazione ci risparmia di girare in tondo, di andare per strade che non portano da nessuna parte, di disperderci ai quattro venti in preda alla frustrazione.

Un evidente beneficio della meditazione è sentirsi più lucidi, più focalizzati, e nel contempo tranquilli.

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3. Meditazione per amare se stessi

Dire di sì alla Meditazione è dire di sì a se stessi, perché è interamente diretta al nostro bene. Non è una sterile pratica da portare avanti perché così come siamo ci sentiamo sbagliati: è come partecipare ad una relazione d’amore, solo che l’oggetto d’amore in questione siamo noi. La Meditazione è la più essenziale forma d’amore, la più diretta, scevra da ogni fuorvianza, nei confronti di noi stessi.

Non si medita per migliorare, ma per essere in amore con se stessi. L’amore di per sé colora il mondo della nostra percezione nel modo giusto, senza che si renda necessaria una particolare e intenzionale azione da parte nostra. È nella sua natura dispiegare le cose in modo favorevole e bello per noi.

Meditare è un atto d’amore verso se stessi, sia perché è un riportare attenzione a sé, sia perché grazie a questa attenzione ci rendiamo conto che l’amore che andiamo cercando è già dentro di noi: lo scopriamo meditando, cioè, risiedendo alla sorgente della vita che è la nostra natura intrinseca.

È da questo spazio che la reale condivisione con i nostri simili avviene, ed è una condivisione ricca perché basata sull’amore per noi stessi.

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4. Meditazione per placare la mente

La meditazione è semplice, come respirare, come accogliere un bambino gioioso tra le proprie braccia, come ascoltare il vento tra gli alberi o il suono del mare. Tutto ciò che è richiesto è di essere presente quando essa accade e a ciò è rivolta la pratica della meditazione, per essere nel posto giusto quando la porta dell’essere si apre.

Il disturbo di una mente inquieta può essere facilmente accolto, essa è anche una parte di noi che ha solo bisogno di essere amata.

Meditare non significa perciò combattere contro il chiacchiericcio mentale che tanto ci infastidisce. Significa cambiare il nostro atteggiamento nei suoi confronti, cioè usare la comprensione piuttosto che il rifiuto o il controllo. La mente silenziosa è frutto di una pratica costante e del lavoro su di sé. Non dobbiamo allora spazientirci e desistere, se inizialmente durante le pratiche meditative si hanno delle ricadute, se incontriamo una folla di pensieri, o se la mente appare più attiva che mai. E’ solo inoltrandoci per questa strada che possiamo comprendere come avere a che fare con la mente. Osservandola e accogliendola, predisponiamo lo spazio affinché si plachi da sé e noi non ne siamo disturbati.

La stessa cosa accade con le emozioni. Tutte le turbe emotive da cui siamo abitualmente sopraffatti sono solo un segno che non ci siamo fermati un attimo per dirigere il nostro sguardo interiore verso noi stessi, la sorgente dell’amore. In essa tutto si acquieta e trova sollievo e temperanza.

Tra i benefici più preziosi della meditazione vi è dunque la riduzione di tutti quei disagi che comunemente chiamiamo: ansia, stress, preoccupazione. Essi hanno preso piede dentro di noi per mancanza di presenza, di attenzione adeguata, di consapevolezza. La meditazione ci aiuta a ripristinare l’equilibrio interiore.

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5. Meditazione per auto-sostenersi

Quando tutto è perso, quando tutto ciò a cui abbiamo devoluto la nostra energia e i nostri intenti fallisce, non abbiamo in effetti perso niente: si è solo vissuto un sogno che non era basato sulla realtà. È l’opportunità per aprire gli occhi dentro di sé. Quando la ricerca di appagamento nel mondo esterno fallisce, è il momento migliore per vedere cosa è rimasto: noi siamo sempre qui, siamo sempre stati qui e ci sono possibilità che siamo l’unico elemento che non abbiamo incluso nella nostra vita, altrimenti il senso di fallimento è impossibile.

Fallimento non vuol dire perdere tutti i soldi e i propri averi; è non trovare soddisfazione profonda, sentirsi senza significato, senza una meta, senza amore. Questi sentimenti sono sempre latenti, e sono la ragione che producono il senso di fallimento.

La Meditazione è una conversione, non come dogma religioso, ma come approccio fisico scientifico di percezione della realtà. In essa non ci sono posizioni a prescindere, non bisogna credere in qualcosa: è basata sullo stesso principio sul quale è basato il fatto che l’acqua riscaldata evapora.

La pratica della meditazione ti conduce a rivolgerti all’interno, e a renderti conto di avere già tutto quello che ti serve per la tua vita e la tua evoluzione: sono le tue risorse individuali, che finché sei orientato all’esterno rimangono in gran parte inutilizzate. Con la meditazione, diventa possibile riconoscerle e renderle disponibili.

La meditazione è la via dell’auto-aiuto: auto-sostenersi nel cammino è uno dei maggiori benefici.

Se guardi dentro di te, se consciamente ti rilassi nella tua interiorità, contatti un aspetto di chi sei e ciò è sufficiente per armonizzare la tua vita.

Ti basta solo provare.
Non hai niente da perdere e tutto da guadagnare.
Devi solo dire si a te stesso/a.
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6. Provare … per credere !

Che cos’è allora la Meditazione?

È il processo di osservazione che diventa sempre più profondo ed espanso.

È l’ampliamento della dimensione della consapevolezza come spazio originario che percepisce la vita.

E la vita non si esplica solo con le azioni che noi compiamo per sopravvivere: la vita è la qualità di cui queste azioni sono intrise. La grazia dei movimenti corporei, la chiarezza di una mente aperta che usa le sue capacità di chiarezza e discriminazione cognitiva per creare, la capacità del cuore di sentire e riconoscere la verità, di discriminare il vero dal falso.

Tutto ciò sembra troppo grande e troppo bello per essere vero da realizzare semplicemente meditando? Ebbene non è ne troppo grande ne troppo difficile da realizzare.

La domanda piuttosto da porsi è: ci abbiamo mai provato? Abbiamo mai preso in considerazione che non siamo nati per soffrire inutilmente? Abbiamo mai preso una posizione positiva e affermativa nei nostri confronti? Se ciò che la Meditazione rappresenta risulta irraggiungibile o troppo elevato, non si è mai probabilmente considerato che come esseri umani siamo dotati del potenziale più grande ed elevato disponibile nell’esistenza e che questo potenziale non si attua perché noi lo impediamo guardando nella direzione sbagliata. Che non è nel qui e ora.

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7. Migliorare la qualità della vita… a 360 gradi !

La Meditazione si traduce nel dare qualità alla vita, non significa rinunciare ad essa e a tutto ciò che in essa ci piace e ci da appagamento. E da ciò non viene lasciato fuori niente, neanche il gioire di piaceri come mangiare ciò che ci aggrada, condividere l’intimità sessuale con il partner, sentire il piacere del contatto con la natura, dei suoi odori e forme, cioè la bellezza dell’universo manifesto.

La Meditazione non crea separazione tra corpo e spirito, come dimensioni antitetiche e inconciliabili. Le cose stanno esattamente all’opposto: solo da uno spazio meditativo si può apprezzare la vita dei sensi vivendola in maniera equilibrata e soddisfacente. Perché è solo vivendo la vita dei sensi e del corpo consapevolmente che ciò che viene definito spirituale acquista significato. Vuol dire che corpo, mente e spirito non sono separati, ma agiscono all’unisono.

Mangiare consapevolmente, assaporando e apprezzando tale azione per quella che è, diventa una azione spirituale. Così è per ogni aspetto della nostra vita. E come possiamo vedere, ogni evento, attività ed esperienza, accade nel qui e ora. Possiamo cogliere tutti gli aspetti della nostra esistenza materiale se siamo nel presente.

La nostra presenza è ciò che la trasforma in una vita anche spirituale, in una vita intera.

Che cosa si intende con la parola spirituale? Che c’è una dimensione elevata che trascende noi e la materia? No, siamo noi lo spirito in questione, noi siamo all’origine uno spirito che si è incarnato per fare esperienza della vita nel corpo per poterla integrare e trascendere. Ciò e ovviamente possibile se partecipiamo alla vita in tutti i suoi aspetti, consapevolmente. Cioè a contatto con la dimensione presente.

Questa è la funzione della Meditazione e i suoi benefici: sono funzioni e benefici essenziali, inalienabili dalla nostra quotidianità.

Quando la Meditazione di radica nell’individuo la tecnica è secondaria, la si può adottare in libertà. Il solo richiamare la propria attenzione nel presente è già Meditazione.

Ma affinché ciò accada, è necessario un periodo di pratica, un periodo in cui deliberatamente rivolgiamo il nostro intento verso noi stessi con la chiarezza che è ora di fiorire, che è ora di rinunciare ai luoghi comuni, che è ora di smetterla di brancolare nel buio, di ascoltare le opinioni altrui per dirigere la propria vita.

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8. Dalle tecniche alla meditazione

La Meditazione di per sé non è una tecnica, ma tecniche vengono usate per far accadere la Meditazione.

Tutte le tecniche hanno lo scopo comune di portare la nostra attenzione nel presente, per cui molte di esse usano il corpo come ancora per riportarci nel qui e ora. Perché il corpo? Perché esso vive nel presente. La mente è per natura in movimento tra passato e futuro, le emozioni sono desideri e le ferite di un cuore traumatizzato, per cui difficilmente ci possono condurre dove vogliamo. Ma il corpo nella sua semplicità e innocenza respira nel presente, agisce nel presente, esplica le sue funzioni nel presente.

Perciò la tecnica è un espediente che si rende necessario per portare l’attenzione qui. Quando l’attenzione e il corpo sono allineati, l’energia vitale smette di essere dispersa, si raccoglie nel presente. Più energia viene raccolta nel presente più la nostra percezione si acuisce: la semplice attenzione si espande all’interno del corpo diventando un campo si esperienza.

Ciò che era un intento focalizzato nel presente si trasforma in consapevolezza.

Abbiamo così accesso al nostro spazio interiore. All’interno di esso possiamo cominciare a testimoniare ogni evento che vi prende forma: vi si possono osservare i pensieri, si può vedere quando prendono forma, e come dopo un certo periodo di tempo di disperdono o evaporano, diventando trasparenti fino a lasciare lo spazio interiore vuoto. Lo stesso accade con le emozioni, che sono un riflesso corporeo di ciò che pensiamo. Se per esempio la mia mente e pervasa da pensieri di tristezza, l’area del petto si colora di quella emozione. Ma quando si risiede nello spazio interiore, accogliendo tutto ciò che vi si manifesta senza censure o giudizi, si realizza che in esso accade un continuo flusso di esperienze.

Queste esperienze al cospetto della consapevolezza si trasformano. La consapevolezza è l’aspetto dell’essere che alchemizza i contenuti del cuore e dalla mente: li scioglie, ne destruttura la matrice lasciando lo spazio interiore aperto e chiaro. Perseverare nella pratica della meditazione in questo caso significa risiedere nel proprio spazio interiore che è senza contenuti mentali ed emotivi. È proprio questo “stare” che invita le qualità dell’essere a manifestarsi: la dolcezza del contatto con se stessi, il silenzio per l’assenza di movimento mentale, la spaziosità risultante dalla mancanza di strutture diventano esperienze vive e dinamiche che portano guarigione a tutti i livelli.

La tecnica di Meditazione è perciò una carta d’ingresso, un modo per direzionare la nostra energia. Come si capisce, non è la Meditazione vera e propria.

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9. Meditare in gruppo

Le giornate di meditazione sono un’iniziazione allo spazio della Meditazione stessa e alle tecniche usate per farla accadere.

La possibilità di meditare in gruppo la rendono più facilmente accessibile.

Il lavoro di Channelhealing è diretto all’attualizzazione della meditazione in ogni ambito della vita di un individuo. I corsi di crescita personale e tutte le nostre proposte si rivolgono a tematiche specifiche che possono essere importanti per ognuno in modo diverso e che rappresentano delle pietre miliari da guarire e realizzare nella vita di una persona affinché la sua Meditazione acquisti sempre più profondità e completezza.

Di Renata Ughini  &  Asimo Caliò Roberto

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