Presente e Presenza

Le costellazioni familiari bioenergetiche sono un lavoro di pulizia, deprogrammazione delle strutture portanti della nostra personalità, e riprogrammazione della nostra energia secondo gli ordini dell’amore.
Che cosa rende possibile tale lavoro del “Guarire le Radici“? C’è forse in noi una parte estranea a tutti gli avvenimenti dolorosi, che in qualche modo sta alla regìa del processo e ci guida in silenzio verso la trasformazione?
Se adulto interiore, bambino interiore e genitori interiori sono inizialmente condizionati dalle cariche delle memorie cellulari, c’è una parte di noi che è rimasta intatta e che si presenta all’appello, pronta a coordinare tutte le altre parti verso la guarigione?
Con le costellazioni familiari bioenergetiche ci avviamo a diventare consapevoli che questa parte siamo noi, è la nostra anima, la nostra essenza, il nostro Sé superiore.
Finché siamo condizionati, ci è molto difficile essere a contatto con noi stessi nella nostra essenza: l’accesso ci è precluso, l’inconscio predomina, e a turno prende il sopravvento una delle parti, ora l’adulto identificato con la razionalità, ora il bambino interiore capriccioso, ora il genitore a dirci cosa dobbiamo o non dobbiamo fare.
Prima di entrare nel processo delle costellazioni familiari bioenergetiche, possiamo riconoscere questo gioco perverso osservando il nostro dialogo interno e le voci che vi si avvicendano, spesso in conflitto tra loro.
Durante il processo delle costellazioni familiari bioenergetiche, ci disidentifichiamo progressivamente dalle parti condizionate, e di conseguenza l’energia ritorna a casa. Ecco un aspetto della trasformazione: l’energia liberata dalle cariche fluisce nutrendo il nostro Sé, che partecipa con totalità e nel contempo osserva. L’attenzione, prima coinvolta nel tenere a bada le cariche usando varie strategie, rientra a noi stessi, si riversa dentro con ritrovata fiducia.
Le costellazioni familiari bioenergetiche sono un viaggio verso casa, verso la nostra presenza, il nostro essere autentico e originale.
Con ciò si intende che il nostro Sé è sia l’artefice del processo, che il risultato in quanto testimone ritrovato.
Il nostro nucleo divino è artefice del processo in quanto le costellazioni familiari bioenergetiche sono un lavoro di presenza, sono rese possibili dall’esercizio della presenza, che viene costantemente stimolato. Senza la presenza, non sarebbe concepibile un tale lavoro. E’ proprio la presenza che ci permette di osservare il movimento delle memorie cellulari che si liberano nella sua completezza, momento per momento. Le cariche sono come ospiti indesiderati che vengono pazientemente accompagnati alla porta, con amore. La presenza possiede questa qualità, sa accogliere anche l’ospite più scomodo, lo riconosce, lo sta ad ascoltare, e gentilmente lo prende per mano e lo accompagna ad uscire, con amore.
E’ la presenza che nelle costellazioni familiari bioenergeticheci rende possibile vivere appieno le sensazioni e le percezioni contenute nelle memorie cellulari, non come ricordo, ma come esperienza presente. Il bambino interiore, grazie alla presenza, diventa vivo: non è un concetto, un pensiero, ma una diretta esperienza. Non è necessario ricordare, anzi è controproducente, poiché il passato è già qui: il passato non esiste come tale, tutto è presente, le memorie sono presente fino a che ne siamo condizionati. Pertanto, è con la presenza che le dobbiamo processare.
Il contatto con la nostra anima o vero Sé è pure il risultato del processo delle costellazioni familiari bioenergetiche: essa si nutre della verità che ha testimoniato, dell’energia liberata, dell’unità ritrovata.
Bert Hellinger, fondatore delle costellazioni familiari, è solito suggerire ai partecipanti dei sui seminari: “Stai raccolto”. Intende invitare alla pratica della presenza, per poter distinguere con chiarezza la verità e quindi partecipare consapevolmente ai movimenti dello Spirito.
Con le costellazioni familiari bioenergetiche siamo testimoni dell’autoliberazione del Sé, che ama partecipare a un movimento dello Spirito partendo da Sé, visitando i luoghi interiori dell’illusione, e facendo ritorno a Sé con più larga consapevolezza. E’ la presenza che ci fa accorgere che la sofferenza è solo un’illusione, è la presenza che ci sostiene nel processo del “Guarire le Radici” con amore, è la presenza che ci fa dire “sì” a tutto ciò che incontriamo, permettendoci di includerlo, con amore.
di dott.ssa Renata Rosa Ughini        –   www.channelhealing.it   –

Nota: tutti i testi pubblicati su questo blog sono inediti e originali, si diffida chiunque da copincollare testi o parti di testi senza l’approvazione degli autori. Copyright by Renata & Asimo.
 
 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Scegli un ebook gratuito come regalo di benvenuto.

Riceverai periodicamente email con contenuti inediti.

GRATIS e senza impegno. Puoi disiscriverti quando vuoi.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

×