La via per amare se stessi
Approfondimento: meditazione e lavoro su di sé
Chi intraprende un cammino di crescita personale, lo fa animato dalla voglia di migliorare la qualità della propria vita. Dopo sessioni e corsi, c’è chi non registra i cambiamenti che avrebbe voluto, o perché aveva aspettative che hanno ristretto la portata del cambiamento, o perché non ha accompagnato adeguatamente se stesso nell’affrontare e facilitare la trasformazione.
La meditazione consente di fare proprio questo: accompagnare se stessi nel processo che abbiamo deciso di intraprendere. La meditazione dovrebbe essere un appuntamento quotidiano con se stessi, per chi è in cammino.
Con la meditazione, quei passaggi che sono stati aperti con lavori individuali o di gruppo, vengono integrati, così che la persona possa far suo ciò che ha sperimentato con la guida di qualcuno. La meditazione permette l’integrazione, ossia quella parte del processo in cui prendiamo consapevolezza di quale cambiamento sta avvenendo in noi, di cosa sta cambiando, e di come le nuove realtà interiori si uniscono tra loro formando una continuità con ciò che eravamo e che siamo.
La meditazione ci consente di accettare il cambiamento ed è la base interiore che ci fa vivere il cambiamento, ossia ce lo fa portare nella vita di tutti i giorni, nei gesti quotidiani, che acquistano così un nuovo significato.
Senza la meditazione, tale integrazione non avviene, o avviene in modo parziale o lento, lasciandoci così talvolta insoddisfatti o dubbiosi dei lavori svolti, o facendoci ricadere in schemi che credevamo di aver superato. Meditare è prendersi la responsabilità di se stessi, è procedere verso la propria autonomia, è evitare di cadere nella trappola di delegare ad altri -sia pure ai facilitatori olistici che ci hanno accompagnato in una fase del processo- il proprio star bene.
Con la meditazione, consentiamo al cambiamento di mettere radici in noi, e ci prepariamo al successivo passo con la necessaria apertura. La meditazione ci fa affrontare anche i momenti più difficili del cammino con accettazione e equanimità, rafforzando in noi quell’osservatore che è capace di mettere a fuoco con equilibrio e di abbracciare i fenomeni che incontriamo sul nostro cammino.