La nuova Medianità
Una precisazione è doverosa, vista la diffusione, soprattutto in passato, di fenomeni di spiritismo basati più sulla paura e sull’abuso di potere che sull’amore e sulla consapevolezza.
La Nuova Medianità non ha nulla a che fare con forme di contattismo legate alla paura e alla superstizione, quali sedute spiritiche o simili, e nemmeno con pratiche magiche o esoteriche. La Nuova Medianità non porta ad essere “posseduti” dalle Entità, dato che chi canalizza rimane padrone di sé in ogni momento, e la finalità è quella di diventare più coscienti, più consapevoli e centrati.
Il Maestro Baba Bedi, creatore del percorso Nuova Medianità, ha inteso, in linea con la filosofia acquariana, fondare e dar vita a una modalità nuova di contattare le Guide, una modalità che servisse a risvegliare le coscienze in vista della Nuova Era; pertanto, insieme con alcuni suoi seguaci, ha creato il Cerchio del Fuoco, un campo di energia animato dall’ intento di contattare solo Spiriti Sacri, cioè Anime evolute in grado di aiutarci nel lavoro consapevole su di noi.
Non è in alcun modo possibile, in tale contesto, richiamare spiriti oscuri: ad essi sono chiuse le porte di questo Cerchio, quindi si rassicurino quegli aspiranti medium che temono intrusioni poco gradevoli…
La Nuova Medianità ci porta ad andare più in profondità dentro noi stessi, ci collega alla nostra Verità e alla nostra vera Natura.
Il contatto diretto e personale con la propria Guida o Maestro Interiore non è più riservato a pochi che ne possiedono il dono, ma è alla portata di tutti coloro che vogliono imparare ad ascoltarsi sul serio, sviluppando la facoltà medianica per evolvere più velocemente, all’insegna della fiducia in sé.
Le Guide
Chi sono le Guide esattamente? Quante ce ne sono vicino a ognuno di noi? Dove dimorano? Qual è la loro funzione? Da quanto tempo stanno accanto a noi?
E qual è il loro rapporto con la nostra Voce Interiore, o Maestro Interiore?
Avendo avuto molte e prolungate esperienze nel campo del channelling, ho potuto verificare che ognuno di noi ha vicino a sé una o più Guide: spesso si tratta di Anime di persone care che abbiamo conosciuto in questa vita o in vite precedenti, e che nel channelling ci accompagnano in un modo assai più evoluto di quello che hanno potuto fare quando erano nel corpo fisico. Ognuno di noi ha accanto anche un Angelo, la cui funzione è indirizzata a fornirci un sostegno nel campo spirituale.
Le Guide, o Esseri di Luce, o Spiriti Sacri, dimorano in piani di esistenza o dimensioni sottili, non separate dalla nostra, ma compenetrate in essa. Non è completamente appropriato dunque pensare alle Guide come a esseri presenti “fuori” di noi: esse sono piuttosto dentro e fuori, o né dentro né fuori, dato che il loro esserci è oltre lo spazio e il tempo. Non è raro durante i channelling sentirle parlare in questi termini: “Noi siamo in te e intorno a te, ti circondiamo e ti inondiamo d’amore…” e la loro presenza pervadente è spesso avvertibile non solo dal medium, ma anche dal ricevente.
Benché dimorino in mondi sottili, in quinta dimensione, le Guide si manifestano alla nostra percezione nel channelling utilizzando i canali della nostra mente e del nostro sistema sensoriale inscritto nelle coordinate spazio-temporali: è così possibile per noi percepirle attraverso colori, forme, suoni, e perfino sentirle sfiorare la nostra pelle o alitare sul nostro viso…
Molte sono le funzioni delle Guide accanto a noi: ci scortano, ci accompagnano, ci proteggono, ci danno suggerimenti parlandoci attraverso il nostro intuito; ci curano, intervenendo a guarire i nostri corpi fisici, emozionali e mentali. Le Guide sono gli intermediari tra noi e il Divino, pertanto ci donano e ravvivano in noi quelle qualità essenziali che più ci servono momento per momento. Loro sono anche specchi del nostro Essere, della nostra Anima: ci ricordano chi siamo e da dove veniamo, riflettono la nostra natura di Luce, ci riportano a casa quando ci perdiamo.
Stanno sempre con noi, ed è possibile che Guide diverse ci siano assegnate in momenti diversi della nostra vita.
Anche chi non ha mai canalizzato o pensato alla loro esistenza, ha di certo sentito la loro vocina echeggiare dentro di sé e guidarlo: le Guide sono tutt’uno con la nostra Voce Interiore, con quella Voce che riconosciamo vera dentro di noi, aldilà del dialogo interiore che affolla la nostra mente.
I Sensi sottili
Uno degli obiettivi dei corsi di channelling è lo sviluppo dei corpi sottili.
I bambini piccoli naturalmente percepiscono il loro Angelo, e sovente purtroppo le loro percezioni vengono svalutate dagli adulti, che non li prendono troppo sul serio; tale capacità, non incoraggiata, svanisce progressivamente, parallelamente allo sviluppo della mente razionale e dell’ego.
Diventiamo adulti e a malapena ci accorgiamo di aver perduto questa connessione, e se siamo fortunati e i nostri sensi sottili non sono stati troppo soffocati, sporadicamente avvertiamo qualcosa come una presenza o una vocina interiore, o un segno di qualche tipo. Allora veniamo incuriositi, siamo spinti a cercare conferme, incerti tra la speranza di poter parlare chiaramente con la nostra Guida e la sfiducia che questo possa mai succedere…La maggior parte delle persone si ferma qui, non sapendo che direzione prendere..
Nella realtà ordinaria l’essere umano normalmente utilizza poco i sensi psichici, ciò che accade nelle profondità del suo essere gli è semisconosciuto, come pure non presta attenzione ai contenuti del proprio intuito.
Ciascuno di noi è dotato di cinque sensi atti a percepire la realtà esterna, più altrettanti per percepire la realtà interiore o spirituale. C’è dunque una vista per vedere gli oggetti materiali, e una corrispondente vista per vedere i fenomeni più sottili; un udito per sentire suoni e rumori del mondo di “quarta dimensione” e un corrispondente udito sottile, per cogliere frequenze di quinta dimensione. E così via.
I cinque sensi sottili sono gli organi della sensibilità psichica.
Che cos’è la sensibilità psichica? I monaci tibetani buddisti l’hanno chiamata “terzo occhio”, gli psicologi “sesto senso” –termine divenuto ormai di uso comune-, i parapsicologi “percezione extrasensoriale”. Baba Bedi diceva che queste definizioni sono incomplete, perché riducono questa facoltà alla sola percezione. L’ha quindi chiamata sensibilità psichica, organo non solo sensoriale, ma vibrazionale, avente molteplici funzioni per la nostra evoluzione.
Fino a pochi anni fa, la sensibilità psichica era un privilegio dei Santi e degli Illuminati, ma ora, alle porte della Nuova Era, è arrivato il momento che essa sia attivata in tutti.
Nei corsi di channelling, si praticano le attivazioni psichiche: trasmissioni di Luce finalizzate ad aprire il terzo occhio e a pulire il canale della percezione interiore, in modo che sia intensificato o ristabilito il collegamento tra la propria Coscienza e la sensibilità psichica.
L’attivazione produce cambiamenti nella propria auto-percezione, apre l’intuizione, la mente si allena ad essere più ricettiva e a cogliere fenomeni sottili, come la tua Voce Interiore e i messaggi degli Spiriti Sacri.
Baba Bedi
Baba Pyare Lal Bedi nacque in India, nella regione del Punjab, il 5 aprile 1909, in una nobile famiglia, discendente dal capostipite Sat Guru Baba Nanak, il maestro vissuto dal 1469 al 1538, fondatore della religione Sikh.
Pyare Lal significa “vero diamante”, e lo fu, di fatto.
Trascorse la giovinezza studiando, applicandosi nella ricerca del Vero e divenne ben presto un uomo di conoscenza, acquisendo più lauree, nelle università del Punjab, di Berlino, di Ginevra, di Heidelberg.
Ad Oxford conobbe la sua prima moglie, dalla quale ebbe poi tre figli: Ranga, Gully e Kabir, noto attore di film d’avventura, tra i quali “Sandokan”.
Tornato in India, animato da sentimenti patriottici e da alti ideali di Libertà, partecipò attivamente alla guerra di liberazione dal dominio inglese, sia come rivoluzionario, sia investendo gran parte del patrimonio familiare a servizio della guerra di indipendenza. Catturato dagli inglesi, scontò anni di dura prigionia in un campo di concentramento inglese, fu torturato e riportò conseguenze purtroppo irreversibili per la sua salute: la sua colonna vertebrale non si riprese completamente dalle lesioni, e ciò lo portò, negli anni, alla paralisi.
Dopo l’indipendenza dell’India, occupò una carica politica di rilievo per alcuni anni, poi un giorno sentì dentro di sé una Voce che gli suggerì di abbandonare tutti gli impegni. Baba ne fu molto sorpreso, si fidò e così fece, senza avere la minima idea di cosa stesse per succedergli.
Rimase in attesa, ricettivo e fiducioso, finché un giorno si presentò a lui una donna gravemente malata, implorandolo di aiutarla. Lui le suggerì dei rimedi senza in realtà sapere che cosa le stesse dicendo: era fortemente e naturalmente ispirato, senza sforzo, senza fare nulla, solo portavoce, solo testimone della Voce Interiore che suggeriva la soluzione. La donna in poco tempo guarì, e fu solo l’inizio di una lunga serie di guarigioni, che Baba facilitò col medesimo metodo. Ben presto molti seguaci si riunirono intorno a lui, desiderosi di apprendere il suo sistema di guarigione.
Intorno al 1950 sua moglie si fece monaca buddista e rimase fino alla morte in monastero. Poco dopo Baba fondò a Delhi l’Istituto per la Ricerca del Non Conosciuto.
Nel 1974, invitato da una coppia di italiani, Baba venne in Italia, dove conobbe la seconda moglie Antonia. Baba apprezzò e amò molto l’Italia e riconobbe nel nostro paese un terreno fertile per la ricerca spirituale. Tenne oltre 200 seminari e conferenze, diffondendo i principi della filosofia acquariana: un complesso di insegnamenti sulla vera natura dell’uomo, rivolti a entrare consapevolmente nella Nuova Era Acquariana. Lasciò il corpo nel 1993 a Rivarolo Torinese, attorniato dai suoi più cari seguaci e collaboratori, con i quali aveva pochi anni prima fondato il gruppo di channelling “Cerchio del Fuoco” per diffondere la Nuova Medianità.
di Renata Rosa Ughini
Copyright Tutti i diritti riservati
……………………………………………………………………………………………..