Sei un operatore? Questa pagina l’ho scritta io senza copiare da nessuno. Ti invito a fare altrettanto. Se vuoi riportare ALCUNE FRASI, citale riportando la fonte e col LINK ATTIVO a questa pagina.
Grazie. Buon lavoro.
Approfondimenti:
- Guarigione di riconnessione
- – Energia e energie
- – Come si svolge una seduta di Reconnective Healing®
- – Basi scientifiche
- – Sessioni di guarigione a distanza
- – Garanzie e risultati
- – Le origini: Eric Pearl e il suo viaggio
- – Testimonianze
- Riallacciare una connessione perduta
- – Le linee axiatonali
- – Come si svolge una seduta di Riconnessione Personale
- – Il processo di trasformazione della Riconnessione
- – Le origini: Eric Pearl e la zingara ebrea
- – Le chiavi di Enoch
- – I costi
Sessioni di “Reconnective Healing®”
e/o “Riconnessione personale” con Renata
Per appuntamenti:
Cell. 328 15 34 540
e-mail renataeasimo@gmail.com
Abbiamo riportato sopra una prima definizione di The Reconnection, in accordo con quanto afferma Eric Pearl.
Per una comprensione più approfondita delle due tipologie di sessione, vi rimando alle pagine dedicate a Reconnective Healing o Guarigione Riconnettiva, e alla Riconnessione Personale.
In questa sede vorrei invece introdurre più da vicino che cos’è il lavoro di The Reconnection nella sua forma unitaria.
In effetti, The Reconnection è un unico processo, che almeno a livello base dovrebbe comprendere le seguenti tre esperienze, tutte accomunate dall’energia delle Nuove Frequenze energetiche di guargione:
– 3 sedute di Reconnective Heling (guarigione riconnettiva)
– le due sedute di Riconnessione Personale
– la lettura del libro “The Reconnection: guarisci gli altri, guarisci te stesso” (consigliato leggerlo 3 volte)
Come puoi notare, il numero 3 è ricorrente!
Ciascuno può modulare questi tre momenti come meglio crede, nei tempi e nei modi. Il loro insieme fornisce alla persona tutto ciò che serve per intraprendere il proprio cammino di guarigione. Chi vorrà ulteriormente approfondire e diventare operatore, potrà frequentare i corsi con Eric Pearl e il suo staff.
La pratica di operatrice mi ha portata a vedere che nessuno dei tre va trascurato, sono ugualmente importanti e si completano a vicenda.
C’è chi prima riceve le sedute di Reconnective Healing, poi la Riconnessione Personale, e poi legge il libro. C’è chi incomincia con la lettura del libro, poi cerca un operatore per le sedute. C’è chi ha già lavorato molto su di sè, sente, e immediatamente si sintonizza sulle Nuove Frequenze, riceve la Riconnessione, legge il libro e inizia a praticare su di sè il Reconnective Healing al bisogno.
Non ha molto senso ricevere la Riconnessione Personale, aspettarsi che ti risolva tutti i tuoi problemi, e non fare più nulla: certamente è molto meglio che non farla, ma se oltre ad essa leggi il libro e incominci a praticare su di te il Reconnective Healing, trarrai degli enormi benefici su tutti i piani, velocizzerai di più il tuo processo, imparerai a prenderti cura di te in modo facile, e con molte soddisfazioni!
Rileggendo ora la sintetica, per quanto precisa, presentazione di The Reconnection in apertura di questa pagina, scritta anni fa, sento che manca qualcosa di prezioso, qualcosa che fa la differenza, e questo qualcosa è la mia di testimonianza.
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La mia esperienza
Sono stata una delle prime operatrici in Italia e mi sono formata con Eric Pearl e il suo staff quando ancora in Italia questo lavoro era semi-sconosciuto, ho frequentato i corsi di livello 1 e 2 ad Amburgo e livello 3 a Parigi e ho letto il libro in inglese, l’edizione italiana uscì alcuni anni dopo.
Uscita dai corsi, ero – lo confesso – un po’ perplessa…. non per ciò che The Reconnection stava facendo in me, ma come “terapista”. Avevo appreso The Reconnection come un’energia immediatamente disponibile: non c’è bisogno di alcun rito, nessun simbolo, niente invocazioni, neanche un’iniziazione, nessuna fonte, nessuna procedura. The Reconnection c’è e basta, è ovunque, siamo immersi in essa, circondati, intrisi, e ce n’è talmente tanta che non si deve fare nessuna fatica ad attingerne, solo stare presenti ed entrare nel campo, ossia percepire la dimensione in cui è, e in cui noi siamo.
Per me era tutto chiaro, e sentivo che era proprio ciò che stavo cercando, ma …. avrebbe funzionato? Facile sperimentarla nel contesto protetto del corso di formazione, ma come sarebbe stato portarla nel mondo, dove era ancora sconosciuta? Che dire a chi si sarebbe rivolto a me, chiedendomi guarigioni, trasmissioni di energia, e naturalmente spiegazioni, interpretazioni, ecc….? Sarei riuscita a dire di cosa si tratta, a dar valore a quella naturalezza, a trasmettere alle persone che la semplicità era un valore aggiunto, non qualcosa di meno rispetto ai vecchi metodi di guarigione energetica, ma qualcosa di più? Avrei incontrato clienti disposti ad ascoltare, o scettici da convincere? Persone ricettive alle Nuove Frequenze, o che mi avrebbero messo in difficoltà pretendendo un certo tipo di risultato?
Con tutto ciò, ho iniziato a praticare come operatrice, notando da subito che:
– il campo di The Reconnection attrae nella stragrande maggioranza persone che, a qualche livello, sono disponibili a ricevere le Nuove Frequenze;
– chi non è pronto o non è ricettivo, si allontana ma sempre nel rispetto del breve contatto che ha avuto;
– la protezione per il facilitatore è garantita dal campo di The Reconnection e dal corretto operare, in accordo con quanto ha appreso da Eric Pearl;
– il problema delle aspettative e dei risultati a volte è più dell’operatore che del ricevente: se come operatore lavori su di te e destituisci il tuo ego dal voler “guarire” l’altro a tutti i costi, tu guarisci te stesso e permetti all’altro di aprirsi alla propria guarigione con naturalezza, senza forzature;
– si avverte chiaramente che Esseri di Luce accompagnano le sedute;
– The Reconnection è l’energia giusta per questo tempo dell’evoluzione umana, perciò viene accettata e assimilata più di quanto si possa immaginare.
Da allora, ho facilitato numerose sessioni di Reconnective Healing e Riconnessione, e devo dire che la mia perplessità iniziale è stata letteralmente spazzata via, azzerata, dall’evidenza dei numerosi riscontri positivi, alcuni dei quali potete leggere nella sezione dedicata alle testimonianze.
- Testimonianze Reconnective Healing o Guarigione Riconnettiva
- Testimoniazne Riconnessione personale
Per anni ho ascoltato i feedback di quanti ho facilitato, ora so che sono stati importanti per me, in prima battuta per sciogliere i miei dubbi sul valore di The Reconnection, e in una fase più recente, superati i residui di scetticismo, per capire CHE COSA FOSSE The Reconnection, per toccare questa energia sempre più da vicino, immergermi in essa e guarire me stessa sempre più in profondità.
Questo spazio è per ringraziare tutte quelle anime in cammino che in questi anni si sono tuffate nel processo di The Reconnection, a volte consigliate da me, a volte senza essersi documentate su cosa fosse di preciso, ma solo perché lo sentivano, e hanno seguito il loro sentire: non sono state deluse. Nessuno, e dico nessuno, è mai venuto a dirmi “Guarda, su di me non ha funzionato” oppure “Non ho riscontrato nessun cambiamento”, e questo perché, anche se talvolta le aspettative di guarigione sono disattese, l’anima a qualche livello SA che è accaduta una trasformazione, che è stato fatto un passo verso una vita di qualità migliore. Anche laddove apparentemente non si riscontra quella guarigione che era magari il motivo che ha spinto la persona a intraprendere il percorso di The Reconnection, si SENTE che si è avviato il processo che porta in quella direzione, qualcosa cambia da dentro e si diventa più disponibili.
Disponibili a che cosa? Ad accogliere la guarigione che si desidera. Ciò può avvenire in un secondo, o può volerci del tempo, ma in ogni caso The Reconnection crea lo spazio interiore adatto a questo scopo.
Quando qualcuno viene da me e ha uno o più problemi, e vuol risolverli, ed è disposto a farsi consigliare, senz’altro in prima battuta propongo The Reconnection. Di cose se ne possono fare tante, tutto è possibile e risolvibile, ma innanzitutto propongo The Reconnection perché:
– è facile
– è veloce
– è effettiva
– è potente
– eleva la tua energia, la tua vibrazione
– velocizza tutto il tuo percorso personale
– mette k.o. la mente perché non è un lavoro in cui puoi attaccarti a interpretazioni dietro cui l’ego può nascondersi
Mi è sorto varie volte il problema di poter spiegare, a chi chiede, CHE COSA E’ The Reconnection. Le prime volte utilizzavo termini super-professionali, ripetevo a memoria le parole di Eric Pearl lette sul libro o ascoltate al corso, e vedevo che alcune persone ne coglievano al volo il senso, senza starci a pensare, e “saltavano” nel processo, sentendo la vibrazione delle Nuove Frequenze.
Altri hanno necessitato di altro tipo di spiegazioni. Altri ancora, anche dopo aver ricevuto le sedute, mi hanno chiesto “Che cos’è in pratica?” “Che cosa succede?”
Ecco perché ho sentito l’esigenza di aprire questo spazio per condividere una presentazione di The Reconnection forse un po’ non-convenzionale, che sia frutto unicamente della mia pluriennale esperienza di operatrice, e dell’incontro con i riceventi.
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Che cos’è The Reconnection?
E’ impossibile spiegare in termini terreni che cos’è, perché non appartiene a questa dimensione. Siamo abituati a usare le parole per definire oggetti di terza dimensione, ma non dobbiamo aspettarci di poter fare altrettanto con qualcosa che appartiene ad un campo di conoscenza che, per il genere umano, si è aperto da pochi anni e, per quanto possa essere percepito con i sensi sottili ed interni, e quindi in qualche misura anche espresso a parole, è bene rimanga fluido e aperto ad essere sperimentato, più che definito.
Eric Pearl parla spesso di campo quantico, fa riferimento alla fisica quantistica, alla quinta dimensione…. Tutto ciò indica chiaramente una cosa: The Reconnection è per facilitare il processo ascensionale! Le malattie e i disagi appartengono a una realtà imperfetta, di terza dimensione, e quindi duale e conflittuale. Con le Nuove Frequenze è possibile entrare direttamente nel campo energetico di quinta dimensione, RICONNETTERSI ad esso, percepire da lì, e quindi permettere il risanamento e la ricomposizione di ciò che nella dimensione mentale è frammentario e separato.
La guarigione facilitata da The Reconnection è ben di più della scomparsa di una sintomatologia: è la guarigione quantica, è salire di un gradino nella scala ascensionale. Ecco perché è difficilmente afferrabile, non perchè non ci sia una guarigione, ma perché per poterla cogliere dobbiamo dismettere le vecchie idee su cosa sia guarigione, lasciar andare un’immagine obsoleta di noi stessi, legati alla vecchia energia, ai concetti di terza dimensione, a una mente strutturata a cassetti.
The Reconnection è un ponte tra la vecchia energia e la nuova, tra la terza e la quinta dimensione. Avvia il processo ascensionale, poi è la persona-individuo-anima che lo percorre, che lo vive, e non può far altro che guarire mentre si eleva, mentre amplia la propria consapevolezza e si avventura in nuovi aspetti di sè. Per far questo, ha bisogno di Luce e informazione, veicolate dalle Nuove Frequenze.
The Reconnection crea nel ricevente la coscienza della guarigione; ancor prima di veder risolto un sintomo o un disagio, non è raro che si noti un cambiamento a livello di come ci si sente in generale: più rilassati, più fiduciosi, meno preoccupati, meno tesi o più in armonia con se stessi. E’ il terreno giusto in cui la guarigione può accadere.
The Reconnection è anche un’esperienza di guarigione condivisa tra operatore e ricevente, è ciò che caratterizza la guarigione quantica, ossia la guarigione che facilita i processi ascensionali verso la quinta dimensione: non si parla più di energie positive e negative, non si parla più di togliere qualcosa per mettere qualcos’altro, nè di possibile passaggio di energie basse o congeste dal cliente all’operatore. Questi sono tutti concetti superati, datati alla vecchia era. Con le Nuove Frequenze, il facilitatore e il facilitato entrano insieme in un comune campo energetico e condividono un’unica esperienza di guarigione. L’operatore non ha da temere di essere influenzato negativamente da ciò che il cliente porta, non deve schermarsi per procedere, nè dà qualcosa di “suo”, ma si limita ad attivare il campo e a renderlo accessibile, a sè e all’altro.
Ogni volta che ho condotto una sessione di The Reconnection, ho sentito che qualcosa cambiava in me. Ecco alcuni riscontri che ho avuto:
– Scomparsa di alcuni sintomi fisici, come dolori di schiena o mal di testa;
– Innalzamento del livello energetico, ricarica;
– Inuizioni;
– Attivazione dei sensi sottili, percezione di Presenze di Luce;
– Maggior facilità, via via, ad accedere al campo e sentirne le vibrazioni;
– Crescente dimestichezza nell’accompagnare il ricevente nella sua esperienza;
– Non attaccamento ai risultati;
– Fiducia nel processo di The Reconnection;
– Accoglienza di ciò che di nuovo si manifesta grazie ad esso
Mi rendo conto che l’operatore è solo un ponte, così come The Reconnection è un ponte. L’operatore fa entrare la persona nella stanza, la fa accomodare e rilassare, esegue dei movimenti, ecc…., ma il vero processo si svolge da un’altra parte, in un’altra dimensione, ecco perché non si può dire che cosa The Reconnection sia in realtà. Più ci si addentra, più lo si pratica, più lo si ama così com’è, più si toccano con mano i benefici e gli avanzamenti: ecco come le Nuove Frequenze si manifestano.
di Renata Rosa Ughini
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