EMOZIONI NEGATIVE COME GESTIRLE

Trasformare il disagio e reintegrarsi nell’Essenza

COME GESTIRE EMOZIONI NEGATIVE

CORSO ONLINE

17 e 18 febbraio 2024

ore 8.00 – 18.30

Ideato e condotto da Renata e Asimo

Dove? Su Zoom

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Le emozioni negative sono fonte di disagio, ansia, infelicità.

In questo corso apprendiamo come averci a che fare.

Una via per trasformarle da problema in opportunità.

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“Emozioni negative come gestirle” : il corso in breve

  • Cosa intendiamo per “emozione negativa”? Qualsiasi stato emotivo che senti e che è penoso, fastidioso, sgradevole.
  • Esempi: paura, rabbia, ansia, tristezza, vergogna, gelosia, invidia, panico, frustrazione, disperazione, preoccupazione, ecc….
  • Perché le definiamo negative? Perché ci fanno stare male e non sappiamo come affrontarle.
  • Che cosa sono veramente? Qual è la loro natura? Sono energia in movimento, che vuole essere re-integrata nella tua Essenza.
  • Che cosa significa “gestirle”? Non si tratta di controllarle né di razionalizzarle o reprimerle.
  • Qual è l’atteggiamento migliore per affrontarle? In questo corso apprendi come relazionarti ad esse e trasformarle in una via di crescita.

 

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Info pratiche

Il corso si terrà online in diretta nei giorni 17 e 18 febbraio 2024

Non puoi frequentarlo in diretta?

Acquista il corso e vedilo a casa con i tuoi tempi!

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Iscriviti

Corso “Emozioni negative come gestirle” + libro “CONOSCI TE STESSO”

Euro 190 per chi è iscritto alla newsletter

Euro 220 se non sei iscritto alla newsletter

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EMOZIONI NEGATIVE COME GESTIRLE – CORSO + LIBRO –


 

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Leggi e approfondisci la presentazione del corso:

Che cosa è negativo?

Se sei una persona emotiva e sei spesso turbato da emozioni che ti causano disagio, tenderai a considerarle come qualcosa di negativo. In tale parola è insito un giudizio, che ti impedisce di affrontarle nel modo giusto. In verità, le emozioni sgradevoli non hanno una natura negativa. Non salgono a galla per farti del male. Esse sono di per sé neutre. Sono semplice energia in movimento, come suggerisce la parola stessa e-mozioni.

Da dove viene questa energia e perché si muove? Dove è diretta e perché fa male? Si tratta della tua energia, che a suo tempo si è separata dalla tua totalità, dalla tua Essenza, a causa di ferite e traumi, che la hanno relegata nell’inconscio, ossia in uno spazio interiore a te inaccessibile. Quando nel presente un fatto esteriore richiama l’evento passato legato a quel trauma, ecco che l’energia in esso racchiusa fa capolino e si rimette in movimento, nel tentativo di risalire alla coscienza e di ricongiungersi al tuo Essere.

Va da sé che le emozioni che tanto ci fanno stare male non hanno nulla di negativo. Il fatto che le sentiamo tali non significa che la loro presenza nella nostra vita sia qualcosa di brutto, né che debbano essere cambiate per il solo fatto che non ci piacciono.

Paura, rabbia ed ogni altra emozione scomoda, non sono altro che parti della nostra energia primigenia, che bussano alla porta per trovare la via di riformare l’unità. Il loro aspetto “negativo” è per così dire un vestito transitorio con cui si presentano, una colorazione che ha a che fare con il momento in cui il trauma ha inciso sulla nostra energia, separandola dalla coscienza.

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Gestire

Dinnanzi al dispiacere di una emozione scomoda, viene spontaneo cercare un rimedio a buon mercato. Qualcosa che ci faccia star bene presto, e che allontani da noi quella brutta compagnia. Una sorta di pronto soccorso, o ancora, un sistema per non provare più quello stato emotivo fastidioso.

Ed ecco servita la trappola dell’ego, che escogita qualsiasi strategia pur di non sentirsi più a disagio.

Si parla tanto oggigiorno, di gestire le emozioni. Che cosa vuol dire gestire? Il termine è tutt’altro che scontato e non ha un significato univoco.

Se per “gestire” intendiamo assecondare ciò che l’ego già ha messo in atto come meccanismo di difesa dal dolore, siamo completamente fuori strada. Forse otterremo un sollievo illusorio e transitorio, che si tradurrà ben presto in una nuova crisi emotiva, magari peggiore delle precedenti, o in sorda indifferenza.

Se per “gestire” intendiamo controllare, reprimere, razionalizzare, siamo ancora all’interno dell’ego o personalità.

lo stesso dicasi per quanto riguarda l’analizzare, il cercare di capire il perché e il percome. Tutto ciò ci allontana dal sentire, ci polarizza nella mente e non serve a sciogliere quelle cariche energetiche di cui le emozioni sono fatte.

Se per gestire intendiamo invece incominciare a STARE con le emozioni scomode, accogliendole come parti di noi stessi che hanno bisogno di attenzione, siamo sulla via giusta.

Se per gestire intendiamo evitare di agire sotto l’impulso emotivo, e incominciare a respirare e fare spazio in noi stessi, siamo sulla via giusta.

Ma come fare? E soprattutto, dove tutto ciò ci conduce?

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L’alchimia della trasformazione

Immaginiamo ogni emozione negativa come una mina anti-uomo, una bomba pronta a scoppiare da un momento all’altro. Qualcosa che è già dentro di noi e che non sappiamo di avere. E’ una carica di energia. Quando scoppia possiamo farci del male, o possiamo invece trarre vantaggio dalla carica esplosiva che, liberatasi, si traduce in qualcos’altro di benefico per noi.

Se siamo veramente in grado di stare presenti quando una di tali cariche esplode, potremmo sorprenderci nel notare come ogni emozione scomoda si trasforma in qualcosa di apparentemente diverso e altamente benefico per noi.

Ad esempio, la paura si trasforma in fiducia e in amore, la rabbia si trasforma in forza.

Non abbiamo “gestito” nel senso che non abbiamo manipolato la nostra esperienza, che è quella che è. Cercare di cambiarla è l’errore, e fa parte dei giochi dell’ego.

Allora, il vero quesito è: Come stare? Come sviluppare quel livello di presenza che ci consente di reggere la carica emotiva? Come attraversare fino in fondo il tunnel oscuro del disagio?

In questo corso vediamo come fare.

Non si tratta di un intervento mentale. Ciò non ci libererà.

Si tratta di fare esperienza di un processo che già accade dentro te stesso.

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Un processo vivo e dinamico

L’energia bloccata entro traumi e ferite, tende naturalmente a riarmonizzarsi, a ricostituire l’unità perduta.

Siamo noi che, seguendo gli automatismi e le strategie dell’ego, ostacoliamo tale andamento, perché di base rifiutiamo la nostra esperienza quando è dolorosa.

Anche la semplice comprensione di quanto fin qui esposto non può, da sola, essere liberatoria.

Occorre entrare nel vivo del processo di trasformazione per comprenderne il funzionamento esperienzialmente.

L’approccio che seguiamo nel corso qui proposto è quello della psicologia dell’Essenza, o psicologia dei Buddha. Non è un approccio puramente psicologico o mentale, né tantomeno comportamentale. E’ una via spirituale di liberazione e di conoscenza di sé.

 

 

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di Renata Rosa Dwija Ughini

Copyright 2023

Tutti i diritti riservati

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