Da quando il Diksha ha cominciato a diffondersi in Italia, numerose persone vi sono entrate in contatto, ricevendolo o anche diventando Diksha Givers.
Moltissime di esse ne hanno tratto innumerevoli benefici, la vita di molti è cambiata – in positivo – in maniera irreversibile. Come sempre, il bene “non fa notizia”: silenziosamente, l'energia del diksha ha svolto il proprio lavoro, i “miracoli” ci sono stati.
Molti hanno ricevuto il diksha per un periodo, sufficiente a produrre quelle trasformazioni a loro necessarie, per rivolgersi poi a esperienze diverse e per loro altamente formative.
Molti hanno continuato a riceverlo, approfondendo il loro cammino come Diksha Givers o diventando trainers.
Vi è poi il gruppo di coloro che, dopo aver iniziato a riceverlo, si sono trovati ad affrontare l'insorgere di forti disagi interiori che non sospettavano neppure di avere: anche in questi casi, il diksha ha svolto il proprio lavoro, poiché, in quanto “energia intelligente”, può portare a galla le ombre in ognuno di noi, le cose irrisolte, i conflitti latenti, che si manifestano per essere visti e trasformati.
Il diksha, come tutte le pratiche energetiche olistiche, esige un impegno personale di elaborazione di ciò che emerge, e che non tutti sono in grado di sostenere, o perché non hanno alle spalle il background necessario, o perché ci sono dei vissuti molto dolorosi. Sarà utile, in questi casi, che la persona si faccia seguire individualmente da un facilitatore, in grado di aiutarla a fare luce su ciò che sta vivendo.
Si intende con ciò rispondere a tutte quelle recensioni negative sul diksha pubblicate sul web, che da una esperienza di disagio o di difficoltà, hanno tratto conclusioni affrettate, leggendo in una luce negativa tutta la proposta del diksha.
Il diksha è energia intelligente, ed è utile imparare a dialogare con essa mentre la si riceve: possiamo in ogni momento chiedere che il nostro personale processo sia più dolce e lento, se abbiamo l'impressione che quanto emerge sia insostenibile.
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